La Benedizione come segno di Speranza

Il Signore parlò a Mosè e disse:<< Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò». (Nm 6, 22-27)

Con queste parole abbiamo iniziato il nuovo anno civile: Dio augura sempre e comunque il bene per tutte le sue creature, anche quando esse sono divise tra loro, anche quando fanno la guerra. Nella povertà come nella ricchezza Dio guarda e benedice, così nella salute come nella malattia. 

Oggi avvertiamo un senso di pesantezza, di affanno, la mancanza di lavoro, la povertà che incombe, la crisi matrimoniale, di valori, di umanità,i poveri che ,disperati, bussano alle nostre porte e tante altre situazioni che spesso portiamo nel silenzio dei nostri cuori.

All’uomo di oggi più che mai manca la speranza, la forza di ricominciare quasi come in un adattarsi al senso di povertà esteriore e soprattutto interiore.

Già sette anni fa il Papa emerito Benedetto XVI, nella sua autorevole Enciclica SPE SALVI dice: ” L’uomo ha, nel succedersi dei giorni, molte speranze, piccole e più grandi, diverse nei diversi periodi della sua vita.

A volte può sembrare che una di queste speranze lo soddisfi totalmente e che non abbia bisogno di altre speranze. Nella gioventù può essere la speranza del grande e appagante amore, la speranza di una certa posizione nella professione, dell’uno o dell’altro successo determinante per il resto della vita. Quando però queste speranze si realizzano, appare con chiarezza che ciò non era in realtà il tutto. Si rende evidente  che può bastargli qualcosa di infinito, qualcosa che sarà sempre più di ciò che egli possa mai raggiungere.” (Spe salvi n° 30).

Quanto sono vere questa parole del Papa! Sì, l’uomo di oggi , tutti noi, dobbiamo nutrire una speranza più grande, più duratura, che non mira solo al lavoro , alla ricchezza, ad un futuro umanamente sicuro ma a quella speranza che dà coraggio, forza, vigore e fortezza di fronte a tutte le miserie e povertà umane. La speranza cristiana si basa sulla certezza che Dio ogni giorno benedice il nostro tempo. Il tempo è affidato all’uomo affinché possa realizzare il bene per sé e per gli altri. Chiediamo al Signore di donarci la forza necessaria per superare le umane difficoltà di questo tempo e di nutrire una speranza sempre più cristiana. Ogni anno la Benedizione pasquale ricorda questa perpetua benedizione di Dio per le famiglie, ma scende come rugiada capace di fecondare tutto ciò che sembra sterile: è l’augurio che Dio dona il bene  a chi lo accoglie nell’umiltà.

don Pasquale