Rivivere la Pasqua del Signore

pasqua

La celebrazione della Veglia Pasquale, nonostante sia la più importante dell'anno, non è però molto popolare. Lunghi secoli di scarsa considerazione hanno fatto sì che solo a poco a poco la comunità cristiana stia comprendendo la centralità di questa Notte.

 

 

La liturgia non è scena, né vuoto ricordo ma presenza viva, nei segni, dell’evento cardine della salvezza: la morte e risurrezione del Signore. Per la Chiesa che celebra, è sempre Pasqua, ma la veglia ha un’intensità ineguagliabile perché, a causa della solennità, «ci rappresenta quasi visivamente il ricordo dell’evento» (s. Agostino). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo.

"Secondo un'antichissima tradizione, ….”questa è una notte di veglia  da celebrarsi in onore del SIGNORE, perché egli li fece uscire dal paese d'Egitto; questa è la notte di veglia in onore del SIGNORE per tutti i figli d'Israele, di generazione in generazione”. (Esodo 12,42). I fedeli, come raccomanda il vangelo  I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese;  siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli appena giungerà e busserà” (Lc 12,35-36), devono assomigliare ai servi che, con le lampade accese, aspettano il ritorno del loro Signore, perché quando arriva li trovi vigilanti e li inviti a sedersi a tavola" .

L’anno appena trascorso, 2013, la nostra Parrocchia ha potuto celebrare la Veglia Pasquale. C’è chi dice che dal 1951 si è rivissuta questa celebrazione e c’è chi dice che è la prima volta.

Il compito di tutti i cristiani è di creare ambiente e tradizione. E la migliore pedagogia è una buona celebrazione della Veglia con quei cristiani che vi partecipano - pochi, in confronto con altre celebrazioni della Settimana Santa -. È giunto il momento di fare uno sforzo comune, perché, mettendo in risalto gli aspetti principali, e non i più folklorici, tutti comprendano il profondissimo significato di questa Notte. Qui si accende la nostra fede, essa non si ferma al Cristo morto del venerdì santo, non trova il suo culmine nella processione del Cristo , né tantomeno con la benedizione dei cibi , ma trova il suo apice proprio nel segno del pane consacrato, dove troviamo il Signore veramente risorto.

«Con quanta gioia dovrà dunque vegliare chi di Cristo è amico, quando veglia con dolore chi gli è nemico? Come in tanta gloria di Cristo non si ecciterà a vegliare il cristiano, quando si vergogna di dormire anche il pagano? Come converrà, per chi è già entrato in questa grande casa, restare sveglio in questa sua festa solenne, quando resta sveglio anche chi si prepara ad entrare? E allora vegliamo e preghiamo per celebrare la veglia sia con l'esteriorità, sia con l'interiorità. Attraverso le sue letture ci parli Dio; e noi, con le nostre invocazioni, parliamo a Dio. Se ascoltiamo le sue parole in spirito di obbedienza, colui che invochiamo abita in noi.»  (S. Agostino, Discorso 219)

Ruggero Morelli, diacono