Il Martirio di San Secondo

Non è facile descrivere le sensazioni e le emozioni che ho provato nel restaurare il dipinto raffigurante il “ Martirio di San Secondo”,  eseguito dal pittore Stefano Tofanelli nel 1796; ma posso sicuramente dire che, vista la familiarità e l’importanza del quadro, ho affrontato il lavoro con un atteggiamento di assoluta accortezza.

 

L’opera arrivata in laboratorio è stata sottoposta ad un’appropriata documentazione fotografica,  questo per testimoniare le condizioni statiche ed estetiche in cui si trovava.

Ho iniziato il lavoro con lo smontaggio del dipinto dal vecchio telaio in legno, il quale, deformandosi, aveva provocato un allentamento della tela stessa, portandola di conseguenza ad un graduale degrado.

Dopo aver consolidato il retro dalla tela, ho rinforzato i bordi perimetrali con delle fasce in tessuto, in modo da facilitare il rimontaggio dell’opera su un nuovo telaio di abete ad espansione.

L’intervento è continuato con la pulitura della pellicola pittorica, che è stata per me, l’operazione più affascinante e suggestiva di tutto il restauro, avvenuta tramite passaggi di solventi.

Grazie ad essa, infatti, sono ritornati alla luce i colori originali così brillanti e “pastellati” tipici del settecento, che erano stati totalmente offuscati dai depositi di nero-fumo e dagli strati di vernice che con il tempo si erano ossidate.

Molto interessante è stato il riemergere di particolari che prima erano completamente nascosti, come ad esempio: il leone, simbolo del potere, posto sull’elmo del soldato romano; il drago, simbolo del male, disegnato sul copricapo del soldato intento a colpire il corpo di San Secondo; ed è meraviglioso il riflesso della mano del Santo Martire nell’acqua.

Incantevole è riscoprire il paesaggio sullo sfondo, con i personaggi che si riflettono nel fiume e ammirare la perfezione con cui sono state dipinte le vesti dei soldati.

Ci sono due cose principalmente che mi sono rimaste impresse: la prima è poter rivedere le sfumature e i passaggi chiaro-scurali nei corpi degli angeli, i quali tengono in mano rispettivamente la corona di alloro e la palma, simbolo del martirio; la seconda è la bellezza nei volti dei due soldati posti in primo piano, resi così vivi e reali da piccoli tocchi di luce con pennellate che risultano estremamente veloci.

Completata la fase di pulitura, ho proseguito il lavoro con la stuccatura delle lacune che portate poi a livello, sono state reintegrate con colori prima ad acquerello e successivamente a vernice, concludendo con una verniciatura finale.

Anche la cornice in stucco modanata e dorata è stata sottoposta ad un intervento di restauro, ad opera di Susanna Ceccarini e consistente in un consolidamento, una pulitura, una reintegrazione avvenuta con colori ad acquarello e, in alcuni punti utilizzando anche foglie d’oro zecchino, terminando con una lucidatura a cera.

Mi sembra doveroso ringraziare Don Pasquale e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugina, che mi hanno dato la possibilità di vivere un’esperienza così coinvolgente.

Anna Morena