Progetto nuovo arredo liturgico

 

PROGETTO DI NUOVI ARREDI LITURGICI  PER LA PARROCCHIA

DI SAN SECONDO – GUBBIO

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

CENNI STORICI

La chiesa parrocchiale di San Secondo, affidata ai Canonici Regolari Lateranensi, ha origini risalenti alla fine del V secolo, con numerosi interventi di manipolazione e restauro avvenuti durante la sua vita millenaria. La configurazione attuale della chiesa risale agli interventi datati tra il 1712 e il 1796 durante i quali furono realizzati gli stucchi e le decorazioni con linee barocche che caratterizzano tutt’ora la navata. Il catino absidale che accoglie il coro ligneo e il presbiterio mantiene invece le forme gotiche originali.

LO STATO ATTUALE

 

 

 

Il presbiterio, a seguito del recente intervento per il ripristino della quota di pavimento risalente al XVIII secolo, ha visto realizzarsi anche un importante intervento di restauro sul paramento murario e la valorizzazione dello scenario con un nuovo impianto d’illuminazione molto curato. Tra i vari poli liturgici presenti l’attenzione è concentrata unicamente sul bell’altare antico, di pietra calcarea locale bianca. L’ambone e il fonte battesimale sono in legno e si confondono con lo stile del coro, senza averne il medesimo pregio. La sede del presidente celebrante è realizzata con una comune sedia in legno e due sgabelli fungono da sedute per i ministranti, il diacono o il concelebrante. Il fonte battesimale è “riposto” in un angolo, nascosto alla vista dalla consolle dell’organo e viene spostato in occasione delle liturgie battesimali. Non presentano peraltro particolare caratterizzazione simbolica, se non nella forma ottagonale del fonte. Si può affermare pertanto che non esiste un’evidente unitarietà tra gli arredi sacri e alcuni di questi non hanno una dignità adeguata al prestigioso contesto storico-artistico

 

È sorta pertanto la necessità di progettare degli elementi di arredo liturgico che possano entrare in relazione con il contesto storico, rispettandolo, ma senza la “timidezza” degli elementi attuali che quasi scompaiono nel presbiterio. Lo stesso concetto di reversibilità di un intervento, ormai primo requisito per tutte le Soprintendenze, non è necessariamente legato al materiale “legno”, segno di “leggerezza” e quindi all’ideale possibilità di spostare un oggetto.

 ASPETTI SIMBOLICI

Nelle prime comunità cristiane, secondo le testimonianze del Nuovo Testamento, i due momenti fondamentali della liturgia erano il battesimo e la frazione del pane.

Il “luogo del battesimo” riveste pertanto fin dalle origini del cristianesimo una grande importanza nella considerazione dei vari poli liturgici. La sua centralità non si limita alle occasioni in cui viene amministrato il sacramento, ma è tale anche al di fuori della celebrazione liturgica specifica e non può essere assolta semplicemente dalla posizione rialzata di un bacile che ne garantisca la visibilità da parte dell’assemblea: la valenza simbolica del Battesimo quale morte e risurrezione in Cristo deve essere trasmessa e comunicata anche dall’iconografia e dalle forme.

L’Ambone, dopo l’altare, è il secondo eminente referente della liturgia. Esso deve configurarsi non come un oggetto, un leggio, che sia mero supporto dei libri liturgici, ma quale LUOGO di proclamazione della Parola di Dio e “Monumento della Resurrezione”.

In stretta connessione con l’altare, mensa del Pane, si troverà l’ambone, mensa della Parola, realtà della Divina presenza. Il Benedizionale CEI al n.1166 mette in relazione i vari poli liturgici:

“Sia nel caso di un Battistero separato dall'aula assembleare nel quale si possano celebrare integralmente i riti del Battesimo, sia nel caso di un fonte collocato nell'aula stessa, tutto si deve predisporre in modo che risulti manifesto il nesso del Battesimo con la parola di Dio e con l'Eucaristia, che è il culmine dell'iniziazione cristiana.”

In particolare tra Ambone, luogo di proclamazione e dell’annunzio della Parola di Dio, e Battistero, luogo della nascita e dell’incorporazione a Cristo, esiste uno stretto rapporto. Nel contesto celebrativo della veglia pasquale, la madre di tutte le veglie come diceva Agostino, il diacono sale sull'ambone e canta l'Exultet, seguono le letture profetiche, quelle apostoliche e la proclamazione del Vangelo; dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II poi si compie la benedizione del fonte battesimale: allo splendere della Luce che promana dall'ambone si innesta l'acqua battesimale che scaturisce dal fonte: è la Parola di Dio che dona la vita.

 I NUOVI ARREDI LITURGICI

Sul concetto espresso sopra si incentra l’idea progettuale di rendere solidali e in stretta relazione l’uno con l’altro i due arredi liturgici. Nel prendere tale scelta progettuale è stato anche considerato l’esempio realizzato nella chiesa di San Lorenzo Martire cattedrale di Trapani:

 

dal 1995 sono iniziati i lavori di ristrutturazione dei luoghi liturgici voluti da S. E. Mons. Domenico Amoroso, riproponendo un ambone con struttura monumentale, la cui tribuna sormonta l’area del fonte battesimale, e dove i due arredi si giustappongono, l’uno a completare lo spazio dell’altro, in modo da poter caratterizzare uno specifico luogo in cui si svolgono le azioni liturgiche.

Anche nel progetto per San Secondo l'Ambone sovrasta il Fonte e i due elementi sono strettamente legati fino a fondersi, nonostante sia garantita la leggibilità dei due arredi distinti. Dall'Ambone sgorga l'Acqua/Parola che è fonte di vita. L'Acqua scorre su una superficie che è anche luminosa, luce che proviene appunto dalla Parola di Dio, ma che è anche segno fondamentale del rito del Battesimo.

 

La "fessura" verticale dell'Ambone può essere letta anche come simbolo della tomba vuota, da cui promana la luce del Risorto! Le ampie "sponde" in marmo rosa del fonte ricordano una riva, di un lago o di un fiume, e la loro inclinazione richiama il percorso di discesa, purificazione e rinascita a vita nuova che si compie nel battesimo.

La Parola proclamata dall’Ambone e il sacramento del battesimo sono sorgenti di vita, per questo motivo è fondamentale la presenza di acqua viva, corrente, che sgorga dall’alto. Un sistema di raccolta e ricircolo consente di mantenere calda l’acqua proveniente dallo scaldaacqua elettrico.

La celebrazione del battesimo per immersione era la prassi prioritaria, testimoniata dall’iconografia precedente il medioevo, che meglio rappresentava la rinascita dall’acqua. La forma e le dimensioni della vasca consentono di celebrare il sacramento dei bambini anche secondo il rituale per immersione, senz’altro maggiormente significativo di una semplice abluzione

Nelle forme esiste un evidente richiamo all’Altare, mediante la realizzazione in forme semplificate degli archetti ogivali. Ciò che contraddistingue in maniera ineludibile il nuovo intervento è la semplificazione: infatti l’Altare presenta capitelli lavorati tutti diversi l’uno dall’altro e le ogive sono trilobate all’interno. Anche le colonnine, al centro nei lati corti e nel lato posteriore, sono a sezione ottagonale invece che circolare.

L’ottagono, è forma geometrica per eccellenza per un Fonte battesimale, in quanto simbolo dell’ottavo giorno, il giorno senza tramonto. La base ottagonale ritorna dunque anche nell’Ambone, anche se le pareti verticali sono limitate a tre. Il movimento ascendente delle arcate dell’Ambone conferisce dinamismo ed eleva la Parola di risurrezione che vi viene proclamata.

Nel progetto di completamento complessivo ed organico degli arredi sacri presenti sul presbiterio rientra anche il disegno di una nuova sede per il celebrante presidente. Questa è costituita da un elemento semplice, che incorpora le sedute per i ministranti mentre la seduta centrale è distinta grazie ad una maggiore elevazione dei braccioli e la presenza dello schienale. L’altezza complessiva è modesta e consente di non oscurare la visuale del presbiterio e del coro.

I materiali utilizzati sono tutte pietre o marmi locali, analoghi a quelli utilizzati per l’Altare: una pietra calcarea bianca per le strutture in massello e un marmo rosa, simile a quello utilizzato per la mensa dell’Altare, utilizzato per le parti più nobili: il piano del leggìo dell’Ambone, il bordo sub-orizzontale della vasca del Fonte battesimale e la parte centrale dello schienale della sede. Nella sede del celebrante il piano orizzontale delle sedute è coperto con dei cuscini.

 

 

Roma, 05 giugno 2014                                                              Emanuele Pozzilli, architetto