Consiglio Pastorale

Consiglio Pastorale

In una parrocchia il consiglio pastorale ha un posto primario tra i possibili organismi di partecipazione. Esso è l'attuazione pratica di alcuni principi posti dal Concilio Vaticano II, in particolare: 


1. il principio della parità sostanziale di tutti i cristiani (cfr. LG 32);
2. il principio carismatico, cioè l'affermazione che tutti sono dotati di doni che contribuiscono ad edificare la comunità (cfr. LG 4; AA 30; AG 28);
3. il principio della corresponsabilità nella missione (cfr. AA 2).
La Lumen Gentium al n. 37 afferma: «Nella misura della scienza, della competenza e del prestigio di cui godono (i laici) essi hanno il diritto, anzi anche il dovere di far conoscere (ai loro pastori) il loro parere su ciò che riguarda il bene della chiesa. Se occorra, si faccia questo attraverso le istituzioni stabilite a questo scopo dalla chiesa». Il decreto Apostolicam Actuositatem al n. 26 raccomanda: «Nelle diocesi, per quanto è possibile, vi siano dei consigli che aiutino il lavoro apostolico della chiesa, sia nel campo dell'evangelizzazione e della santificazione, sia in campo caritativo, sociale e altri, nei quali collaborino convenientemente, clero e religiosi con i laici, questi consigli potranno giovare alla mutua coordinazione delle varie associazioni e iniziative dei laici, salva restando l'indole propria e l'autonomia di ciascuna. Consigli di tal genere vi siano pure, se è possibile, nell'ambito parrocchiale o interparrocchiale».
Il Codice di Diritto Canonico, al canone 536, cristallizzando una lettera della Congregazione del clero, così si esprime: «Se risulta opportuno, a giudizio del vescovo diocesano, in ogni parrocchia venga costituito il consiglio pastorale, che è presieduto dal parroco e nel quale i fedeli, insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l'attività pastorale. Il consiglio pastorale ha solamente un voto consultivo ed è retto dalle norme stabilite dal vescovo diocesano.»